“Diritto all’aborto” promosso dall’Europa

Lo scorso 10 gennaio del 2013 il Parlamento Europeo ha respinto la cosiddetta “Relazione Estrela” sui diritti sessuali e riproduttivi. Invece, i parlamentari hanno approvato una risoluzione per riaffermare il principio di sussidiarietà che disciplina l`Unione Europea:

L`elaborazione e l`implementazione di politiche per la salute sessuale e riproduttiva e l`educazione sessuale nelle scuole sono di competenza degli Stati membri.

 Il messaggio era chiaro: l`Unione Europea non è in grado di prendere decisioni in materia di aborto o di educazione sessuale nelle scuole; ma si tratta di competenze nazionali che, in nessun modo, devono essere risolte a Bruxelles.

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Sia Adorato nella Sua viva presenza!

Questo fine settimana è stato molto intenso per noi del gruppo giovani e per la nostra corale perché siamo stati invitati a partecipare a due incontri diocesani.
Il primo incontro si è svolto sabato pomeriggio presso la chiesa di San Pietro a Trento ed è stato promosso dal coordinamento “Famiglie trentine”; lì il Vescovo di Trento, Monsignor Luigi Bressan, ha celebrato la Santa Messa e poi ha continuato la preghiera con l’esposizione del Santissimo. Il tema dell’Adorazione è stato la famiglia, in tutte le sue realtà di vita ed è stata guidata da don Matteo Graziola con i canti della nostra corale Regina dell’Amore. Durante l’Adorazione alcune coppie di sposi con i propri figli hanno recitato il Santo Rosario ai piedi del Santissimo deponendo, davanti Gesù Esposto, ad ogni decina, dei stupendi girasoli.
Domenica pomeriggio ci siamo spostati a Padova nella parrocchia di Santa Giustina in Colle dove l’incontro è iniziato alle 16 sempre con l’esposizione del Santissimo e con il Santo Rosario recitato dai nostri giovani e con i canti della corale; di seguito Mirco ha proposto una catechesi sull’Adorazione Eucaristica per comprenderne meglio il significato e poi due giovani hanno dato testimonianza sulla loro esperienza personale in relazione all’Adorazione Eucaristica.
A seguire c’è stata la processione eucaristica, dalla chiesa per le vie del paese, pregando e venerando il Santissimo Sacramento; l’incontro di preghiera si è poi concluso con la solenne Santa Messa celebrata da un frate francescano del luogo che sostituiva il Parroco ammalato.
Ringraziamo con tutto il cuore il Cielo che ci ha concesso queste giornate di grazia!

Dice Maria l’8 novembre 1986: “Padre, Ti preghiamo e Ti adoriamo. Sono, ancora io, che ti chiama, che vi chiama tutti perché vi ho chiesto di essere testimoni dei miei richiami, dei miei inviti. Io chiedo a voi di essere la forza del rinnovamento nella Chiesa di Gesù, perché Gesù non sia solo un simbolo nella Chiesa ma sia adorato nella sua viva presenza. Voi già siete con Lui ma vi chiedo, figli, di aiutare tutti a rientrare nella realtà della fede. Gesù da troppi è dimenticato, da troppi viene allontanato. Voi avvicinate tutti a Lui che vi sta aspettando con tutti.”

Tempo di Quaresima, tempo di purificazione

Domenica scorsa, 22 febbraio, si è svolto l’incontro “Giovani in Cammino” e questo mese la catechesi è stata tenuta da don Domenico Marini, vocazione nata nel nostro Movimento e operante, come Sacerdote, nella Diocesi di Vicenza.
Il tema sviluppato è stato ispirato dal Vangelo del giorno, prima domenica di Quaresima, in cui Gesù è stato sospinto dallo Spirito nel deserto, dove rimase per quaranta giorni tentato da Satana.
Innanzitutto sorge l’invito di metterci in discussione di fronte al Vangelo: come vivo la Parola di Dio? La metto in pratica?
Il rischio è quello di diventare immuni a questa Parola, siamo spesso portati a pensare che non sia utile direttamente a noi, ma agli altri; giudichiamo chi non mette in pratica la Parola, senza pensare che prima di tutto è rivolta a noi.
Perché la tentazione? Veniamo tentati perché il tentatore vuole farci cadere; quando siamo già caduti le tentazioni non servono più, è il momento in cui ci sentiamo tentati che dobbiamo essere forti per restare in piedi. Ma questo non lo possiamo fare da soli: dobbiamo camminare con la Madonna e con il Signore. Gesù è andato nel deserto con lo Spirito Santo e anche noi abbiamo la possibilità di invocarlo, soprattutto in questo tempo di quaresima, Maria ci invita: “figli miei, abbiate in voi l’esigenza dello Spirito Santo”(28.02.1990).
Gesù è andato nel deserto, luogo solitario, e anche noi in questo tempo di Quaresima, siamo invitati a vivere tempi di deserto, per riflettere, per mettere in esame la nostra vita. La Quaresima deve essere un tempo per “metterci sotto i riflettori”, ovviamente non i nostri altrimenti per noi andrebbe bene tutto, ma confrontandoci con la Parola di Dio, e con i messaggi che Maria ci ha lasciato, che servono per illuminare e guidarci nel nostro cammino. Tempo per metterci davanti a Lui: “Signore dove posso fare di più?Dove sono mancante? Come devo vivere la mia vita?”; avere quindi la capacità di ascoltare, senza pretendere che il Signore parli all’orecchio, perché il Signore parla nel cuore. È dunque indispensabile avere un modello da seguire, che non siano i modelli del mondo, i modelli veri a cui ispirarsi sono Gesù, la Madonna, i Santi.. solo confrontandoci con questi modelli e con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo applicare la Parola, riconoscere le tentazioni. Se non ci confrontiamo con la Parola, non possiamo distinguere ciò che è bene da ciò che è male, ciò che viene da Dio da ciò che viene da Satana. Satana riprende la parola di Dio per rigirarla a suo vantaggio, Gesù riprende la Parola dandone il giusto significato. Così anche noi possiamo trarre a nostro vantaggio la Parola, ma se la leggiamo con lo Spirito di Dio, diventa luce.
Dobbiamo impegnarci a vivere questo tempo di Quaresima non come un tempo limitato al termine del quale tutto torna come prima, ma un tempo in cui prendiamo in mano la nostra vita e proseguiamo in cammino con gli insegnamenti di Gesù.
Il senso del sacrificio durante la Quaresima deve essere valorizzato, non si fa per obbligo, perché si deve; sacrificio significa rendere sacra un’azione. Offrire sacrifici per la purificazione di noi stessi e per le anime, come Maria stessa ci chiede: “intensificate la vostra preghiera, penitenza e mortificazione per la salvezza vostra e di tanti vostri fratelli”, “…Dio vi attende poveri e purificati…”. È anche occasione di allenamento: infatti la vita spirituale è paragonata ad una corsa, bisogna allenarsi per raggiungere una meta. L’allenamento può essere in contrasto con ciò che il mondo propone, la tentazione si presenta sotto varie forme, con tanti mezzi e le rinunce ci aiutano a fortificarci per vincere queste tentazioni, così verrà la presenza viva e forte dello Spirito. Se lo Spirito è con noi, chi può essere contro di noi? È Dio il più forte, e agisce in tutti i tempi. Se guardiamo la televisione, viene mostrato il mondo tutto nero..e Dio? Di Lui nessuna notizia, ma Lui c’è, e lavora, fa grandi cose ma il mondo non lo fa percepire, si può pensare al detto “fa più rumore una pianta che cade che un bosco che cresce”. È una lenta crescita del Regno di Dio, noi dobbiamo coglierlo e come Gesù, dobbiamo uscire dal deserto e annunciare la venuta del Suo Regno. Se riusciamo a mettere in pratica l’amore a Dio sopra ogni cosa e al prossimo come noi stessi, riusciremo a realizzare ciò che Gesù chiede: “convertiti e credi nel Vangelo”. Dobbiamo basare la nostra vita su un pilastro solido, ricordandoci che il mondo propone cose effimere, cose che passano e che solo Dio rimane in eterno.

Ama il prossimo tuo come Dio ti ama

Sabato c’è stato il consueto incontro del gruppo giovani con Don Gino Oliosi, il quale ha ricordato l’importanza del periodo quaresimale, che non deve essere interpretato come una sofferenza, ma come un dono di Dio. In questi giorni, ci viene data la possibilità di riscoprire il nostro essere cristiani e l’amore di Dio per noi. Nella prima domenica di quaresima Gesù viene tentato nel deserto, Dio stesso ha voluto mettersi allo stesso livello dell’uomo, la tentazione quindi non è di per sè un male, anzi vincere le tentazioni ci fa avvicinare sempre di più alla santità che il Signore si aspetta da noi.

Ma non dobbiamo mai dimenticare lo sguardo d’amore di nostro Padre che ci guarda dai Cieli, il suo amore è stato talmente grande da diventare Egli stesso uomo per portare con Sè le nostre sofferenze e liberarci dalla schiavitù del peccato che genera solo morte e sofferenza. Anche noi siamo chiamati all’amore, mettendo Dio al primo posto e amando il prossimo come Dio ci ama. Sembra a volte utopia raggiungere una tale perfezione e lo sarebbe se contassimo solo sulle forze umane. La preghiera, la penitenza e la vicinanza ai sacramenti sono i soli strumenti che possono aumentare la nostra fede. Ma cosa significa avere fede? Significa amare come Gesù, pensare come Gesù e soprattutto per noi consacrati alla Madonna, affidarci totalmente a lei, dicendo il nostro “eccomi” ogni giorno.

Imparando dai Santi

La scorsa domenica abbiamo trascorso il pomeriggio insieme con i bambini e i giovanissimi, passando insieme alcune ore per approfondire il cammino di fede a cui la Regina dell’Amore ci ha chiamati, con una serie di catechesi e giochi, naturalmente il tutto fatto su misura per loro.
Quest’anno, visto l’istituzione da parte di Papa Francesco dell’anno per la vita consacrata, abbiamo pensato di accompagnare i bambini e i ragazzi a conoscere coloro che prima di noi hanno donato la loro vita a Gesù: i Santi.
Sono tanti i messaggi di Maria che ci invitano a seguire l’esempio dei Santi, come quello del 31 ottobre 1990: “Preghiamo insieme. Figli miei, sono con me nel Regno del Padre le anime esemplari da Lui santificate. Imitatele con la vostra vita! Non vanificate il tempo per farvi sapienti della terra! Siate al servizio dello spirito, cercate solo Dio che vi vuole fare santi. Io sono sempre con voi. Vi benedico. Benedico i vostri cari e quanti desiderate presentarmi affidando a me.”
Ma come poter stimolare interesse nei ragazzi per prendere esempio dalle vite di questi “Grandi” della Chiesa?
Abbiamo pensato a quali sono le caratteristiche che formano un Santo e prendendo spunto dalla Lettera agli Efesini di San Paolo dove è scritto: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo”, abbiamo paragonato le virtù dei Santi ai pezzi di un’armatura formando una vera e propria armatura di Dio.
Lo scudo della fede che ci difende dagli attacchi del Maligno; l’elmo della salvezza, la salvezza che viene solo da Cristo che ci cambia la vita rinnovandola; la spada della parola del Vangelo che taglia e smaschera le falsità del mondo; la corazza della grazia di Dio che si acquista attraverso i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia i quali ci fanno forti nelle tempeste della vita. Il tutto unito dal filo della Carità che fa diventare grandi i “piccoli e gli umili”.
Ad ogni incontro poi abbiamo organizzato dei giochi a tema, coinvolgendo i ragazzi in competizioni per allenarsi verso la santità divertendosi e ridendo come matti!
Nei prossimi incontri questo progetto andrà avanti e avrà il suo culmine al Meeting Internazionale dei Giovani: naturalmente, ora non possiamo svelarvi quello che sarà una sorpresa meravigliosa per tutti.

 

Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà

Sabato scorso, primo sabato del mese, ci siamo ritrovati al Cenacolo per pregare insieme davanti al Santissimo Sacramento come ci ha sempre esortato vivamente Maria.
Dopo aver recitato il Santo Rosario con i misteri della gioia abbiamo ascoltato una meditazione che ci ha fatto riflettere sulla sofferenza vista la vicina celebrazione della “Giornata Mondiale del malato” che si svolgerà domani in concomitanza con la festa delle apparizioni di Lourdes; ve la riproponiamo qui di seguito.

Una domanda che tutti ci portiamo dentro è: perché bisogna soffrire, pagare con la sofferenza? Ma allora Dio si compiace della mia sofferenza? Per capire bene il problema della sofferenza, bisogna tener presente la frase: «Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà». Un filo rosso collega tutte le apparizioni di Fatima: sono i tanti sacrifici richiesti dal Cielo ed eroicamente offerti dai Pastorelli. Il dolore è un enigma per l’uomo, ma guardando il Crocifisso, capiamo che questo è l’unico mezzo per trasformare il male in bene. La Madonna chiede a questi bambini innocenti tanta sofferenza, perché non esiste altra via per riparare il peccato, vista la triste eredità che Adamo ha trasmesso all’uomo, se non quella del Sacrificio redentore, l’unico in grado di distruggere il male: solo la penitenza può cambiare nell’intimo il male, trasformandolo in bene. La penitenza è l’unica via per riconciliare la giustizia e sanare i debiti che abbiamo con Dio; l’unico modo per ristabilire la carità, e offrire il contraccambio; quindi non il sacrificio finalizzato a se stesso, ma la sofferenza per trasformare noi stessi e il mondo: la morte per donare la vita, come ha insegnato e praticato Gesù. Non si vince il male ignorandolo o dichiarando che siamo tutti risorti.
Diceva santa Teresa d’Avila che amor con amor si paga, e quindi più è stato grande il Sacrificio di Cristo per lavare le nostre colpe, tanto più deve essere generosa la nostra penitenza. Non si tratta tanto di avere la visione di un Dio che si compiace della sofferenza, quanto di un Padre che si prende cura dei suoi figli. San Bernardo di Chiaravalle afferma che Dio non può patire, perché la sofferenza è un’imperfezione dovuta al peccato originale, mentre Dio è Essere perfettissimo, ma può compatire, perché ci ama: Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio, scrive san Giovanni.
L’amore del Padre per noi si esterna nel dono del Figlio: Dio ci compatisce, donandoci il Figlio in una carne simile alla nostra, perché possa diventare il nostro Redentore, offrendo il proprio Corpo nell’unico ed eterno Sacrificio; quindi è assurdo affermare che Dio si compiace del male, anzi nel suo amore, è il Padre stesso a rimediare, col Sacrificio del Figlio, al male fatto da noi. Certamente Gesù poteva salvare il mondo senza la sofferenza, ma ha voluto redimerlo attraverso questa via dolorosa, perché è l’unica che riesce a trasformare il male nel suo intimo, ad annientarlo, a consumarlo; il male rimane, se non si riesce a trasformarlo nel bene, perché per riparare il male, bisogna fare il bene.

 

No al diritto all’Aborto! Petizione indirizzata ai Deputati del Parlamento europeo

Onorevoli Deputati del Parlamento europeo,
presto potreste essere chiamati a votare la relazione sulla parità di genere nel 2013 elaborata dal deputato belga di centro sinistra Marc Tarabella e approvata il 20 gennaio dallaCommissione per i diritti della Donna.
Il paragrafo 14 della risoluzione promuove un presunto “diritto all’aborto” assolutamente inacettabile.
Come ricorderete, già l’anno scorso centinaia di migliaia di cittadini europei si erano opposti alla relazione Estrela su“Salute e diritti sessuali e riproduttivi” ottenendone la bocciatura da parte del Parlamento europeo.
Adesso, ancora una volta, Vi chiedo di votare contro quella che ritengo una ingerenza a dir poco sorprendente su una tematica, quella dell’aborto, che dovrebbe essere di stretta competenza di ogni singolo Stato membro.

Incontro con Alessandro Gnocchi

Ormai da un anno a questa parte il Movimento Mariano Regina dell’Amore propone una serie di incontri formativi invitando illustri personalità.
Dopo l’ambasciatore russo Alexey Komov, dopo Elisabetta Frezza dei “Giuristi per la vita”, sabato 24 gennaio, presso casa Nazareth, è venuto a parlarci il giornalista e scrittore apologeta Alessandro Gnocchi, sul tema “la crisi nella chiesa”.
Entriamo subito nel vivo della sua relazione.
Gnocchi ha esordito chiarendo il concetto chiesa, che viene intesa come corpo mistico: “Noi sappiamo che il corpo mistico è formato dalle membra che siamo tutti noi battezzati e dal capo che è Cristo, il quale è perfetto, santo e non deflette mai e questa essenza soprannaturale della chiesa è il motivo per cui, anche in momenti bui come l’attuale, non possiamo perdere la speranza.
Oggi il cristianesimo, nella cultura occidentale è un concetto in ribasso, vi è una netta spaccatura con il passato, una frattura nella continuità della tradizione.
Ci sono stati altri momenti così gravi nella storia del cristianesimo, in particolare due sono paragonabili a questo.
Il primo intorno al terzo secolo con il vescovo Ario, il quale mise in dubbio la divinità di Cristo. Questa eresia entrò di prepotenza nel popolo di Dio tanto che la Chiesa si risvegliò ariana senza quasi rendersene conto.
Il secondo momento, 1200 anni dopo, fu la crisi protestante con Lutero; questa nacque dal suo dramma personale, il timore di essere salvato, che riuscì a trasferire nel popolo anche attraverso l’appoggio dei principi tedeschi e soprattutto di Edoardo VIII che volevano ribellarsi a Roma per sottrarne i territori.
A differenza della crisi attuale queste due avevano due nomi da combattere, fu più semplice contrastarle perché bastò allontanare i fondatori, oggi invece ci troviamo di fronte ad un popolo di Dio malato che non si rende conto di esserlo.
Un aspetto che accomuna tutti e tre questi momenti di crisi, l’attuale, l’arianesimo e il protestantesimo è la crisi liturgica.
Ario compose moltissimi inni religiosi entrando nel cuore delle celebrazioni e nel cuore della gente, Lutero distrusse la liturgia cattolica seguendo il principio: “girate gli altari e distruggerete la religione”, oggi viviamo uno stravolgimento liturgico senza precedenti, le messe sono diventate feste di gioia, ci siamo dimenticati l’aspetto sacrificale della Santa Messa ed è così che le persone che 50 anni fa vivevano una fede tradizionale, oggi professano cose che a quel tempo non si sarebbero sognate neanche di pensare, è così che oggi ci si ritiene cattolici si! ma non al 100% e di fatto non lo si è piu, è così che oggi più del 60% dei cattolici non crede all’Eucaristia come presenza reale di Gesù Cristo, è cosi che oggi abbiamo una generazione di cattolici fragili spiritualmente ed anche psicologicamente.
La crisi è così avanzata che la scelta ormai non è più tra “tradizionalisti e progressisti” ma tra “Dio e il mondo”, nessuno ha più il coraggio di dire qualcosa di diverso da quello che il mondo vuole sentirsi dire, i sacerdoti hanno tolto le vesti e sono diventati mondani e la Chiesa stessa si vive come un problema per il mondo, non più come la soluzione dei problemi e così nascondiamo i dogmi della fede, la Chiesa ha iniziato ad usare il linguaggio del mondo ed è finita per sposarne i valori.
Oggi il concetto di peccato è andato scemando, una volta ci si confessava spesso e ci si comunicava poco, oggi tutti vanno alla comunione come fosse un banchetto senza preoccuparsi di essere confessati, ci si dimentica che il peccato è un offesa a Dio che viene leso nel suo diritto di essere glorificato e ci si dimentica altresì che per colmare questa lacuna umana lo stesso Gesù Cristo ha versato il suo sangue per noi.
Dunque che cosa dobbiamo fare? Innanzitutto imitare Gesù in questo atteggiamento di riparazione e non perdere la speranza, poi cercare di mettere al sicuro il buon seme dando vita a piccole aggregazioni che vivano la vera fede, che si formino alla vera fede, perché il deposito della fede va messo in piccoli granai, evitando di sentirsi migliori degli altri ma consapevoli di essere più fortunati e di avere questo grande e grave compito, e quando il Signore vorrà il seme tornerà a fruttificare.”
Grazie dunque ad Alessandro Gnocchi che con questa sua relazione ha confermato una volta di più il lavoro che stiamo facendo, spinti dalla nostra Mamma del Cielo e ci sprona a continuare con sempre maggiore sforzo e con tanta umiltà.

Marcia per la vita a Vicenza – 1 febbraio 2015

Da 37 anni, ogni prima domenica di febbraio la Chiesa celebra la giornata per la vita ed è bello colorare di primavera le nostre case con le primule che vengono offerte fuori dalle nostre chiese per aiutare i CAV delle nostre città; tuttavia questa giusta iniziativa non basta! E’ necessario dare una testimonianza più forte, sensibilizzare le coscienze che sono sempre più assuefatte al relativismo imperante dei mass media che non parlano più dell’aborto.
Oramai si dà per scontato che sia una conquista sociale irrinunciabile e qualunque voce si leva fuori dal coro viene messa a tacere o addirittura ignorata.
È per questo motivo che il Movimento con Cristo per la vita, nella succitata prima domenica di febbraio organizza una marcia a Vicenza, marcia che inizia alle 15.00 davanti la stazione ferroviaria e, passando vicino il centro città, si conclude in piazza Matteotti: il tutto pregando il santo Rosario, portando gli stendardi di Maria Regina dell’Amore e cartelli che parlano chiaro sulla vita nascente e sui temi etici rilevanti come la famiglia naturale, distribuendo volantini, santini e corone. In questo modo – professando pubblicamente la nostra fede – cerchiamo di far giungere un messaggio cristiano profondo a tutte quelle persone che ci guardano un po’ sbalordite, a volte ironiche, indifferenti, qualche volta sprezzanti, raramente accondiscendenti e compiaciute.
Durante il tragitto abbiamo fatto due soste in cui l’immancabile Lino Nasato, il nostro carissimo don Lieto e il caro fratello Vito ci hanno ricordato che l’aborto è un grave delitto causa di tante sofferenze, disastrose conseguenze e gravissime ripercussioni per il mondo tutto; ci hanno ricordato che se la Shoah è stata tremenda ed è necessario ricordarsi di quei 6 milioni di ebrei uccisi dal Nazismo, bisogna tuttavia aprire gli occhi e non dimenticare ipocritamente il massacro che avviene ogni giorno nei grembi materni; ci hanno parlato anche di quei ginecologi abortisti che dopo aver visto il filmato dell’interruzione di gravidanza che stavano compiendo con le loro mani, si sono resi conto di essere dei mostri uccisori di vite umane innocenti e hanno cambiato radicalmente strada; ci hanno, infine, portato alla memoria le parole di madre Teresa di Calcutta che diceva che non ci sarà mai pace nel mondo finché una madre potrà, anche con l’ausilio della legge di Stato, sopprimere il proprio figlio non ancora nato.
La nostra testimonianza si e conclusa in piazza Matteotti con l’intervento di Mirco Agerde che dopo i dovuti ringraziamenti, alle forze dell’ordine che ci hanno accompagnato lungo tutto il tragitto, agli organizzatori della marcia e al centinaio di persone presenti, ci ha posto dinnanzi alcuni dati veramente impressionanti che, oltre a farci comprendere la gravita dell’aborto ci fanno capire anche fino a che punto siamo sottoposti alla dittatura del relativismo.
I mass media, infatti, ci parlano giustamente e spesso dell’ecatombe di immigrati nel mar Mediterraneo, 3500 circa nell’ultimo anno, ma non dicono che nello stesso ultimo anno, solo in Italia, sono stati praticati circa 103 mila aborti; gli studiosi, poi, hanno calcolato che i morti in tutte le guerre dal 500 circa a.C. fino alle attuali sono stati circa 445 milioni, ma i bimbi uccisi prima di nascere nei soli ultimi 40 anni, sono stati un miliardo e 700 milioni. Questi e altri dati ancora, tutti terrificanti, ci dicono quanto oggi viene artificiosamente tenuta nascosta la verità, così il mondo rimane nell’ignoranza e satana lavora indisturbato!
Sta avvenendo ciò che il Cielo ci annunciava profeticamente tanti anni fa: “la purificazione passiva dell’intelletto”, ma noi che abbiamo avuto la grazia di credere e di ascoltare le sue parole, abbiamo anche – pur distinguendo sempre peccato da peccatore – il dovere di risvegliare questo popolo di Dio che non sa di avere intrapreso una strada oltre la quale c’è il baratro.

Il Tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino!

Domenica 25 gennaio i giovani che seguono il Movimento Mariano si sono ritrovati in sala San Benedetto per il consueto incontro formativo “Giovani in cammino” che si svolge ogni quarta domenica e guidato dal sempre eccezionale Mirco Agerde.
Il tema dell’incontro ha preso spunto dal Vangelo del giorno, terza domenica del tempo ordinario, dove Gesù dichiara ufficialmente che “il Tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.
Di che tempo sta parlando Gesù? E cosa succederà in questo Regno?
Con la venuta di Gesù inizia un tempo dove Dio non è mai stato così vicino agli uomini. La Scrittura ci insegna che nei momenti più difficili della storia dell’umanità il Signore si china per ascoltare la preghiera del Suo popolo e sollevarlo dalle miserie in cui cade; ma oggi possiamo chiederci, quanti invocano e pregano l’aiuto di Dio?
Anche qui a San Martino il Cielo si è chinato e, attraverso Maria, ci chiama alla conversione, ad un cambiamento di vita, di mentalità, con urgenza perché non c’è più tempo.
Spesso pensiamo di avere tanto tempo, soprattutto i giovani, e quindi rimandiamo sempre a un futuro incerto il vero proprio cambiamento di vita che richiede Maria.
La nostra mentalità, il nostro orgoglio non ci aiutano a fare questo cambiamento perché pensiamo sempre che le nostre ragioni sono le uniche giuste con la conseguenza di ignorare i consigli, anche quelli che ci arrivano dal Cielo!
Come uso il mio tempo? Dio regna veramente in me? Sono sempre alla ricerca di Dio? Tutto quello che faccio lo faccio per Dio o solo per me?
Mirco ci ha invitato a farci spesso queste domande che ci posso aiutare a spronarci dal nostro torpore mondano stimolandoci ad un cammino di Fede più serio e motivato.
Dopo l’Adorazione Eucaristica al Cenacolo, dove abbiamo pregato perché queste parole diano frutto nei nostri cuori, ci siamo riuniti sempre in salone San Benedetto per fare dei “lavori di gruppo” dove, prendendo spunto da alcuni messaggi di Maria, ci siamo confrontati con opinioni e domande esponendo poi i riassunti.
A fine serata consueta cena insieme, fatta in semplicità e amicizia, che ci aiuta conoscerci meglio.
Lodiamo e ringraziamo Dio per questo utile e bel tempo passato insieme.
Dice Maria l’8 dicembre 1985 (Festività dell’lmmacolata Concezione):
“Sia lode al Padre, al Figlio e allo Spirito. Ringraziate sempre perché vi ha dato Maria, Regina dell’Amore e di salvezza. In questo giorno di luce si innalzino lode e canti a Lui Re dell’universo. Amen. Figli miei dilettissimi, Maria è in mezzo a voi. Gesù oggi per mezzo di Maria e per mezzo vostro si è incontrato con tante anime. Il vostro impegno sia costante, sincero. Dite a tutti che Maria grida da questo luogo alla conversione. Siate uniti e impegnati. Lasciate i vostri impegni quotidiani. Non perdete tempo. Chiamate tutti al Padre. Si preghi perché Lui arresti quello che sta per venire. E a voi dico: io vi salverò perché siete gli operatori di salvezza e Maria vi ama. Coraggio, non temete. Vi benedico.”