Vi do la mia pace

“Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.”(Gv 14-27)
Sabato sera, in occasione dell’Adorazione Eucaristica del primo sabato del mese, abbiamo meditato il tema della pace visto l’appena trascorsa Giornata mondiale della pace, che si celebra ogni primo gennaio dal 1968, anno in cui la costituii il beato papa Paolo VI.
Viene da chiederci cosa voglia dire Gesù quando ci dice “Non come la dà il mondo, io la do a voi” : riflettendo sulla situazione di oggi, sui rapporti fra Stati, infatti,  la pace appare ben lontana.
I conflitti mondiali hanno creato l’ideologie del socialismo e del nazionalismo di cui sappiamo bene i frutti; la pace apparente di oggi è sospesa al filo sottile degli armamenti nucleari mentre vengono combattute guerre nei paesi dove ci sono interessi sulle risorse del territorio opprimendo i popoli.
In Europa si cerca di stare uniti ma si sta combattendo una guerra silenziosa attraverso speculazioni economiche che opprimono le famiglie.
Le parole di papa Francesco nell’omelia al sacrario militare di Redipuglia il 13 settembre scorso sono una sintesi perfetta di cosa sta accadendo: “La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere….sono motivi che spingono avanti le decisioni belliche, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto.”
Gesù ci dice anche di non avere il cuore turbato, di non avere timore davanti questi avvenimenti: chiediamo a Maria, nostra Regina di cambiare i nostri cuori e renderli simili al Suo, più forti e saldi nella fede, così non saremo turbati nel proclamare la sovranità di Cristo davanti alle potenze di questo mondo.

28 dicembre: Giornata per la Vita

Anche quest’anno si è svolta presso il Cenacolo di preghiera la grande giornata di spiritualità dedicata alla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.
La bella spolverata di neve del giorno prima, non ha fatto desistere i molti pellegrini presenti che hanno iniziato a riempire il Cenacolo fin delle prime ore del mattino quando alle 8.30 si è svolto il Santo Rosario. Alle 9.30 la giornata è continuata con la Santa Messa celebrata da don Davide, cappellano di Casa Annunziata, che ci ha parlato della Santa Famiglia nel giorno a lei dedicata;  quest’anno, infatti, essendo il 28 dicembre la domenica tra Natale e l’Ottava, la giornata era liturgicamente dedicata alla S. Famiglia mentre la memoria dei Santi Innocenti veniva sopravanzata da quest’ultima.
Dopo un breve intervento del Presidente dell’Opera dell’Amore Gino Marta, che ha salutato tutti i presenti ringraziandoli ed esortandoli a continuare il cammino intrapreso, siamo entrati subito nel vivo di questo incontro con Vito Fin, cofondatore del Movimento con Cristo per la Vita.
Vito ci ha ricordato che proprio il 28 dicembre di ventisette anni fa ci fu lo straordinario evento della lacrimazione della statuina del Bambino Gesù che oggi si trova in una stanza del Cenacolo dove i pellegrini possono venerarLa. Questo commovente e sconvolgente fatto a cui Vito stesso e molti altri testimoni avevano assistito nell’87, ci deve far riflettere: Gesù piange, Maria piange e questa umanità non cambia e a noi non resta che vivere, testimoniare e soffrire per la verità come ha esortato Gesù in alcuni messaggi a Renato. Maria ci ha chiamati ed ha voluto dare Lei il nome al “Movimento con Cristo per la Vita” per ricordarci che tutte le nostre parole, testimonianze, marce e tutta la nostra vita siano donate, immolate e offerte al Cuore di Cristo; offrire a Dio tutto il nostro amore per togliere dal Suo capo le spine che lo affliggono, per fare corona d’amore intorno al suo Cuore e offrirci assieme al Calice e al Pane Consacrato.
Dopo questo intervento è stato invitato a portare la propria testimonianza il dottor Falcone, ginecologo dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, il quale ci ha illustrato l’attività che porta avanti insieme ad altri collaboratori, che non si ferma solamente alla difesa della vita fin dai suoi albori ma che tende anche a formare le coscienze ad una educazione ordinata della sessualità quali la verginità, la castità prematrimoniale e la fedeltà coniugale, argomenti questi che sembrano essere ormai fuori moda ma che, statistiche alla mano dimostrano che, quando sono presenti nella coppia, la vita matrimoniale risulta essere più stabile e serena.
Il dottor Falcone ci ha brevemente spiegato per quale motivo la pillola del giorno dopo non viene considerata un abortivo: questa infatti impedisce al nascituro di impiantarsi nell’utero. Nel ’68  venne cambiata la definizione di gravidanza che è considerata tale non dal primo istante del concepimento, bensì dall’annidamento del feto, quindi dopo 7 giorni dal concepimento. E’ dimostrato invece che fin da subito il feto risulta un essere vivente, con caratteristiche diverse dal padre e dalla madre e, attraverso dei sistemi molto complessi, esso mette in atto una comunicazione continua e attiva con la madre.
Ci ha parlato  ancora del cosiddetto “aborto terapeutico”: quando viene diagnosticata una malattia nel bambino durante la gravidanza molte donne sono spinte, dai ginecologi stessi, a praticare l’aborto; tuttavia molto spesso i bimbi considerati  malati possono essere curati in centri specialistici e molte gravidanze considerate a rischio si rivelano di fatto non problematiche: è vero, però, che si dovrebbero creare dei percorsi di accompagnamento per i genitori e i bambini che nascono ammalati.
Un altro argomento trattato dal dottor Falcone è quello dell’impatto psicologico che può avere un aborto volontario: è dimostrato che un aborto spontaneo può provocare un dolore molto simile a quello della perdita di una persona cara, infatti una madre si rende conto fin da subito della sua situazione e del bimbo che porta in grembo. E’ importante quindi elaborare psicologicamente questo lutto ed è per questo che ci vorrebbe uno spazio per seppellire i bambini non nati.
Se dunque un aborto spontaneo provoca un dolore del genere, possiamo immaginare quali ripercussioni possa avere un aborto volontario nelle donne che lo praticano: molte donne si ritrovano ad avere problemi psichici e di depressione arrivando anche al suicidio.
Il programma della mattinata è continuato con gli interventi dell’immancabile don Lieto e di un rappresentante molto attivo nel Movimento con Cristo per la Vita, Lino Nasato, che ci hanno esortato a continuare questa santa battaglia.
Dopo il pranzo, come è ormai consuetudine, si è svolta l’Adorazione Eucaristica e la Via Crucis che a causa del ghiaccio e neve del giorno prima è stata fatta in Cenacolo. Di seguito abbiamo ascoltato  la catechesi infuocata di Mirco Agerde che ci ha ricordato molti fatti che stanno capitando nel mondo attorno a noi, ci ha parlato dell’identità di genere che sta diventando ormai una dittatura di pensiero che vuole essere inculcato fino dalle più giovani età ai nostri bimbi, ci ha parlato dei bambini che vengono uccisi nel grembo della madre, uno ogni 11 secondi solo in Europa, ci ha ricordato le forti parole del Santo Padre che nel suo messaggio Urbi et Orbi ci ha invitato a salvaguardare la vita dei bambini non ancora nati.
Abbiamo vissuto una giornata di grazia, voluta da Maria che ci invita ad essere ogni anno sempre più numerosi per difendere la vita , per consolare il Cuore di Gesù e per diventare sempre più forti,  uniti verso il Trionfo del Suo Cuore Immacolato, per un periodo di pace e di giustizia come non mai conosciuto.

Incontro con i giovani croati

Sabato 29 novembre un gruppo di fedeli dalla Croazia è venuto a visitare i luoghi di San Martino. Nel gruppo c’erano dei giovani che alcuni di noi presenti quel giorno, hanno avuto la possibilità di conoscere. Nella mattinata hanno visitato l’istituto canossiano S. Giuseppina Bakhita dove hanno avuto l’occasione di fare mezz’ora di adorazione; in conclusione della mattinata si sono ritrovati tutti ai piedi del monte di Cristo per percorrere la Via Crucis. Dopo il pranzo, durante il quale abbiamo avuto modo di parlare insieme a loro, è stata celebrata la Santa Messa in lingua croata. Il momento più significativo e carico di emozioni è stato il bacio della Croce profumata che si trova nella cappella del cenacolo di preghiera; Maria in un messaggio a Renato ha detto: “sia la croce il simbolo di quella casa; sangue sgorgherà da quella Croce: nessuno lo vedrà con gli occhi, ma con gli occhi della fede. Chi toccherà quella Croce sarà benedetto.” Questa bellissima giornata si è conclusa con la benedizione di Don Ivan, giovane sacerdote croato molto legato al Movimento Mariano Regina Dell’Amore. È sempre una gioia condividere il nostro tempo con altri giovani sotto lo sguardo protettivo della nostra Mamma del cielo.

Educhiamo i nostri figli

Domenica 9 novembre sono iniziati gli incontri formativi con i giovanissimi a San Martino guidati da alcuni giovani che si sono preparati per aiutare i più piccoli e gli adolescenti ad iniziare un cammino di fede con la Regina dell’Amore.
Gli incontri si svolgono ogni seconda domenica del mese con ritrovo al Cenacolo alle 15:45, iniziando con un momento di preghiera e seguito da piccole catechesi e giochi per aiutare a comprendere i fatti di San Martino e dare una formazione secondo l’insegnamento di Maria; ci riempie il cuore di gioia poter donare ai più piccoli quello che Maria ha donato a noi cambiandoci la vita in meglio!!
Purtroppo ci giungono notizie da alcuni nostri amici che hanno figli che frequentano le scuole materne che il nuovo indottrinamento all’ideologia del gender sta avanzando anche nelle scuole delle nostre zone, raccontandoci di lezioni dette “sensoriali” dove obbligano i bambini a giocare seminudi per un approccio più sereno con il proprio corpo e quello dei compagni.
In realtà il programma educativo voluto dal parlamento europeo prevede nei vari anni di scuola un rapporto sempre più esplicito con la sessualità, parlando di genitali e rapporti sessuali e omosessuali.
Dalla Germania ci arrivano notizie di genitori che si sono rifiutati di mandare i figli a scuola durante l’ora di sessualità e che sono stati denunciati dai servizi sociali e messi in galera alcuni giorni perché la legge vieta di non mandare i figli a scuola.
Stiamo assistendo a una delle più grandi persecuzioni da parte di “poteri forti” ai principi non negoziabili, in questo caso alla libertà di educare i propri figli!
Vista la situazione il nostro impegno con i più giovani trova ancora più valore, ma vogliamo fare un appello a tutti i genitori: non prendete sotto gamba l’educazione dei vostri figli perché se non fatta in maniera giusta, secondo Dio e secondo natura saranno rovinati per tutta la vita. Quindi indagate sul tipo di insegnamenti e se trovate anomalie non indugiate a segnalarle, ne va della integrità morale dei vostri figli!
Dice Maria il 13 gennaio 1986:
“Benedetto sia il Signore. Ascoltatemi, figli miei, e non giocate con quello che continuamente vi dico. Satana sta prevalendo su tutte le istituzioni: governanti e politici sono coinvolti. Dio è stato allontanato. Non basta la vostra fede. Siate fermi nel Vangelo. Ai sacerdoti dico: Niente compromessi! Non timidezze! Ma coraggio e forza! Siete entrati nel tempo della purificazione: quindi voi non vi meravigliate di quello che vedrete. Siate uniti e amatevi come io vi amo. Vi benedico.”

Divorziati risposati: Comunione sì o no?

Domenica scorsa si è svolto a San Martino di Schio il secondo turno di rinnovo di consacrazione per la diocesi di Vicenza con un’affluenza eccezionale di pellegrini tanto da riempire tutto il tendone verde. Come sempre eravamo presenti per prestare servizio nei vari punti, chi nell’accoglienza e registrazione dei nomi, chi nella corale e nella liturgia. E’ stato uno splendido pomeriggio di spiritualità con la Santa Messa, interventi, l’Adorazione Eucaristica, una breve catechesi di Mirco sul senso di rinnovare la Consacrazione a Maria e infine la recita della preghiera per rinnovare le promesse di consacrazione. Ma domenica era anche la quarta del mese e non abbiamo rinunciato al tradizionale incontro di “giovani in cammino” con la catechesi di Mirco e i lavori di gruppo per meditare insieme. Questa volta Mirco ci ha voluto parlare del Sinodo straordinario sulla famiglia appena trascorso; in particolare di cosa hanno divulgato i media e dove si sono concentrati i riflettori: in realtà tutti i giornali, telegiornali e trasmissioni varie si sono concentrati su un unico problema e cioè dare o no la comunione ai divorziati risposati? In effetti guardando le cifre la situazione è molto critica: in Italia ci sono il 47% di famiglie divise; pensando poi ai giovani e alla loro situazione spirituale è facile prevedere come sarà il futuro visto l’esempio  – senza giudicare nessuno – che hanno da tanti genitori! Bisogna innanzitutto chiarire che la Chiesa concede la comunione ai separati e/o divorziati purché non convivano e abbiano rapporti con altri partner, rispettino quindi la promessa di fedeltà per sempre fatta davanti a Dio il giorno del loro matrimonio. Per capire, invece, perché la Chiesa non può concedere la S. Comunione a conviventi e divorziati risposati, bisogna avere ben presente cos’è il Sacramento dell’Eucarestia: è il sacrificio estremo di Gesù morto in Croce per la salvezza dell’umanità che si attualizza in ogni S.Messa e la morte di Croce è stata la dimostrazione di che cos’è l’amore vero: senza ma, senza se e irreversibile. Gesù essendo Dio non aveva bisogno di tutta questa sofferenza per salvarci ma non si è tirato indietro (pur potendolo fare), ha portato a compimento la volontà del Padre fino alla fine. La debolezza umana esiste e l’uomo senza Dio ha grandi difficoltà ad accettare il “per sempre”, proprio per questo Gesù è venuto in aiuto e ha innalzato l’unione tra maschio e femmina nel Sacramento del matrimonio rendendolo indivisibile (l’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto, Mc 10, 2-12) e donando agli sposi, nell’Eucaristia, il suo stesso amore fino alla fine. Ecco perché la Chiesa si trova in difficoltà dottrinali enormi a concedere la S. Comunione in quelle situazioni in cui l’amore per sempre del Matrimonio e significato nell’Eucaristia è – per motivi che non sta a noi giudicare – venuto meno.

Fedeli alla Croce

Domenica scorsa la Chiesa ha celebrato la solennità dell’Esaltazione della Croce e come ogni anno il gruppo giovani lo vive in maniera particolare visti i tanti messaggi di Maria dove ci invita ad abbracciare e adorare la Croce di Gesù.
Visto che domenica non è stato possibile incontrarci perché tanti di noi erano a Verona per l’incontro diocesano annuale, ci siamo trovati sabato pomeriggio ai piedi del Monte di Cristo per percorrere la Via Crucis, pregando e meditando messaggi di Gesù e di Maria. Di seguito ci siamo spostati in Cenacolo dove abbiamo potuto baciare e adorare la famosa Croce profumata posta nella teca.
Al termine ci aspettava un appuntamento molto interessante in casa Nazareth con don Felice, da tanti anni sacerdote missionario in medio oriente e negli ultimi tempi in Siria.
Come sappiamo questi luoghi sono sotto un grave attacco da parte degli estremisti islamici, che stanno mettendo in atto una terribile persecuzione contro i cristiani.
Don Felice ci ha molto sorpreso quando ci ha raccontato che gli estremisti stanno perseguitando anche le popolazioni musulmane moderate imponendo la loro dittatura violenta con omicidi di massa e violenza sulle donne.
Tanto male non può certo venire da Dio, anzi, queste persone malvagie non possono essere altro che strumenti del demonio.
Ma come è possibile che nei tempi moderni in cui viviamo possano succedere queste ingiustizie senza che nessuno dei grandi del mondo muova un dito? Don Felice è stato chiaro: tutte queste persecuzioni verso le religioni, soprattutto verso il Cristianesimo fanno parte di un piano massonico per sradicare ogni religione (e quindi Dio) dall’umanità e instaurare un dominio unico delle lobby dei poteri finanziari.
Una prospettiva terrificante della situazione mondiale, ma non dimentichiamoci mai che alla fine i Cuori di Gesù e Maria trionferanno.
Dice Maria il 28 novembre 1989:
“Preghiamo insieme. Figli miei, venga alleviata, guarita, illuminata molta sofferenza spirituale, segno di tempi oscuri avvolti da ingannevoli menzognere dottrine. Siate fedeli alla Croce di Gesù che sarà trionfo sull’inferno e vi darà la gioia eterna. Non dubitate del mio aiuto ma non fuggite dalla Croce. Vi benedico, figli cari.”

Famiglia e libertà di educare i propri figli

Riportiamo l’intervento di Laura Tornicelli del 15 Agosto durante il Meeting Internazionale dei Giovani

Altri interventi sono disponibile nel canale You Tube del Meeting dei Giovani

Ciao a tutti sono Laura, ho 18 anni e faccio parte del gruppo giovani Regina dell’Amore.

Perché sono qui oggi?

Oggi sono qui per parlarvi della famiglia e della libertà di educare i propri figli: nei tempi moderni che stiamo vivendo, l’uomo si vanta dei grandi traguardi raggiunti nel rispetto della libertà delle persone e del diritto di ognuno di essere libero. Ma siamo proprio sicuri che tutto questo sia vero? Siamo proprio sicuri che questo diritto alla libertà sia così positivo? Guardiamoci un attimo intorno, com’è la situazione della famiglia d’oggi? Divorzi, convivenze, tradimenti… e tutto questo a cosa porta? Aborti, omicidi famigliari, depressione dilagante…..E i figli ? I figli sono sempre i primi a pagarne le conseguenze e spesso vengono lasciati completamente all’educazione delle istituzioni, che soprattutto negli ultimi tempi non si sono dimostrate sempre affidabili (vediamo lo scandalo della teoria del gender che vorrebbe educare bambini già dalla più tenera età alla possibilità di cambiare sesso e ai corsi così detti di “affettività” che sono come dei veri e propri corsi di pornografia……si cari genitori, in alcune scuole sta succedendo questo!).
Tutti noi dovremmo renderci conto che se vogliamo un futuro migliore è fondamentale un’educazione cristiana all’interno della famiglia perché è proprio da lì che viene formata ogni persona; se vogliamo un futuro positivo fatto di bene e di pace non si può essere indifferenti sul tipo di educazione, oppure accusare le istituzioni e la politica che le cose non vanno bene; lamentarsi e scandalizzarsi dei giovani che sono tristi e non hanno sogni, non hanno stimoli e cercano solo eccessi per scappare dalla realtà; il futuro è dentro ad ogni famiglia, quello che viene insegnato ai figli direttamente o indirettamente dai genitori quello sarà il nostro futuro.

Oggi la scienza ha fatto grandi passi avanti e grandi scoperte sulle origini biologiche dell’essere umano, dal DNA dei genitori si possono capire tante cose: come saranno i figli, che malattie avranno….ma la paternità e la maternità, superano questi concetti di biologia/scienza. I genitori sono veri collaboratori di Dio e hanno la responsabilità di completare il progetto di vita che è in atto.
Ma allora qual è il modo migliore/giusto per educare? La Chiesa, di cui noi cristiani facciamo parte, è così distante dalla realtà in cui viviamo? Io penso proprio di no!
Da sempre la chiesa insegna che il matrimonio è donarsi al prossimo (inteso come moglie o marito, ma anche ai figli) insegna una paternità responsabile, ad amare il prossimo come noi stessi, come Gesù ci ha insegnato, a donarsi per il bene del prossimo… non è forse questo gettare le radici per una società migliore?!
La famiglia è il primo luogo dove l’insegnamento di Dio viene messo in atto, dove la dottrina di Gesù ha il suo frutto…. Onora il padre e la madre dice il quarto comandamento…

Ma perché il mondo in cui viviamo è così ostile alla Fede, perché ci troviamo spesso in minoranza all’interno delle nostre comunità a capire questo? Purtroppo il male ha cominciato a rovinare i giovani tanti anni fa, con le rivoluzioni sessuali, con i messaggi della musica pop rock che inneggiavano alla libertà sessuale, alla droga, a vedere Dio e la Chiesa come nemici e ostacoli verso questa libertà, il tutto divulgato con i potenti mezzi di comunicazione come la radio e la televisione che hanno cambiato intere generazioni.
Anche la pubblicità martellante ha fatto si che i figli non possono andare a scuola se non hanno tutto all’ultima moda, e questa mentalità ha portato agli episodi di bullismo che possiamo vedere. La libertà sessuale, poi ha portato ad avere rapporti sessuali sempre più giovani, con la comparsa delle malattie sessualmente trasimettibili, e allora via a promuovere i contraccettivi (grande business per le industrie farmaceutiche) e poi la legalizzazione dell’aborto con la pillola abortiva (altro grande business …..). Ora pensateci bene, questa è libertà o schiavitù al peccato?
Le istituzioni/lo stato, hanno l’obbligo di garantire con competenza un’educazione basata sulle proprie radici, e fino a prova contraria le nostre sono cristiane; quindi tutti coloro che nella società sono alla guide delle scuole non dovrebbero mai dimenticare che i genitori sono stati costituiti da Dio stesso come primi e principali educatori dei figli.
Se nelle scuole si insegnano ideologie contrarie alla fede cristiana la famiglia deve con tutte le forze e con sapienza aiutare i propri figli a non allontanarsi dalla fede.
Ma come possiamo fare per non sentirci emarginati, soli nella battaglia per il bene dei nostri figli? Una buona cosa è vivere all’interno della parrocchia, nella comunità cristiana, e assieme al pastore e alle altre famiglie condividere tutte le preoccupazioni e le iniziative di formazione cristiana. È anche molto importante partecipare a incontri di preghiera, far parte di gruppi o movimenti come il nostro, che ci da la forza e la gioia per testimoniare ai nostri figli la fede in Cristo.

Maria ci dice(1/8/86) “Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Figli miei, sono in mezzo a voi e vi benedico tutti. Vi invito tutti a frequentare le vostre parrocchie e le vostre chiese con tutte le vostre famiglie, con tutti i vostri figli: Gesù vi attende. Accolgo le vostre preghiere. Vi benedico.”

Personalmente posso ringraziare il Signore con tutto il cuore di avere una famiglia che si è sempre battuta per educarmi al bene e all’amore verso Dio e verso il prossimo; mi ha sempre insegnato a pregare ad andare a messa e a fare almeno un’ora di adorazione alla settimana e sento che la gioia che ho nel cuore viene da tutto questo.
Cari genitori non abbiate paura di consacrare i vostri figli alla Madonna e a Gesù perché siano Loro a guidarli e a difenderli nella vita, e non abbiate paura di dire loro che la vera gioia viene da Dio!

Cari giovani, volete essere veramente felici? Spegnete la televisione, lasciate stare le mode e venite ad adorare Gesù!
Grazie!

Sia Lodato Gesù Cristo!

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Anche il male vuole i suoi diritti

Si sta avvicinando per tanti il periodo delle vacanze e questo tempo di riposo è molto prezioso per poter meditare ancora di più il nostro rapporto con il Vangelo e i messaggi di Maria.
Dobbiamo ricordarci, però, che il male non va mai in vacanza, anzi nel periodo vacanziero trova ancora di più terreno fertile per portare anime alla perdizione eterna.
A tal proposito vogliamo raccontarvi una notizia che ci ha molto colpito e che viene dagli Stati Uniti, per la precisione dallo stato dell’Oklahoma, dove il gruppo satanico “the satanic temple” sta portando avanti una battaglia legale per ottenere il permesso di mettere una statua di satana davanti alla sede del Parlamento di Stato. Oggi davanti all’edificio del parlamento c’è una statua che rappresenta i Dieci Comandamenti la quale riflette le radici giudaico cristiane dello stato; ora i satanisti pretendono di avere la parità di diritti posizionando anche loro una statua (già pronta) di lucifero seduto che insegna a due bambini che gli sorridono; la statua è costruita in maniera tale che chi vuole si può sedere sulle ginocchia del demonio.
Staremo a vedere quanto profonde sono le radici cristiane dello stato ma dalle scelte che stanno facendo gli Stati Uniti negli ultimi decenni è evidente che i semi della Parola di Dio sono caduti nel terreno sassoso e pieno di rovi che soffocano tutto.
Noi consacrati a Maria, che facciamo parte delle sue schiere, dobbiamo stare sempre all’erta e vigilare nella preghiera e nel rifiuto del peccato perché il demonio non si insidi nei cuori e ancor più nella società e, senza che ce ne accorgiamo, si sostituisca a Dio:  la nostra responsabilità sarebbe molto grande e grave!
Cari amici, con l’augurio di perseverare nella Grazia vi salutiamo calorosamente, ciaoooo!

San Benedetto da Norcia: politica, Europa e civiltà

 

San BenedettoDice Maria
28.12.2000
Preghiamo insieme.
Figli miei, il mondo ha bisogno di purificazione e di conversione. Unisco alla mia preghiera la
vostra preghiera di questo giorno che consola il Cuore di Gesù e testimonia l’amore di Dio.
La vita, figli miei, la vita! Il rifiuto alla vita è il più grave peccato: grave tormento nelle anime
procura ciò. Sì, figli cari, questa generazione assisterà e parteciperà alla rovinosa conseguenza che l’Europa subirà per aver tradito Dio. Benedico quanti difendono il grande dono della vita.

Un programma europeo di riforme: non si sente giustamente dire altro, in tutte le società del Vecchio Continente. L’Europa e le sue nazioni non possono più aspettare: la crisi di valori e civiltà che ha scatenato quella economica e finanziaria impongono ai leader politici di trovare, possibilmente insieme, nuove strade di rinascita. Un’Unione ormai stanca, spesso alla deriva su temi e problemi delicati e vitali, ha bisogno di trasformazione per non ripiegarsi su se stessa e rinunciare al ruolo storico, culturale, umanistico e sociopolitico che ha svolto per millenni.
Lo scorso 11 Luglio la Chiesa ha celebrato, come ogni anno, la Festa di San Benedetto da Norcia, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della sua proclamazione come Patrono principale d’Europa.
Ogni anno, ed ogni anno di più, si guarda al Santo di Norcia come ad un faro spirituale e culturale, come ad un approdo stabile e contemporaneamente un punto di partenza per ritrovare un senso anche civile e sociale di comunità perduta. Poiché Benedetto e i suoi monaci elaborarono e applicarono un vero programma politico, il primo programma politico della nuova Europa. Senza il lavoro dei Monaci copisti e amanuensi non avremmo conservato e tramandato molta parte della cultura greca e romana; è nei monasteri che nacquero e si svilupparono nuove forme di industria e agricoltura; è grazie ai Monaci che campi e pianure vennero trasformati e bonificati, attirando intorno alle comunità religiose sempre più persone che iniziarono a lavorare la terra e ad allevare bestiame; è, quindi, grazie alle sempre più numerose comunità benedettine che migliaia di persone non morirono di fame, in tempi di crisi e carestie.
Queste comunità, in continua espansione e diffusione capillare nei territori europei, furono gli antenati delle piccole e grandi città che vediamo e viviamo oggi. Esse si formarono attorno ai valori della preghiera e del lavoro, della disciplina e della virtù, della pax monastica, dello studio della medicina e delle scienze, del sapere e del diritto.
Per tutte queste ragioni, sicuramente riformatrici e innovative, politiche nel senso più alto e vero del termine, Pio XII “salutò San Benedetto Padre dell’Europa” (Paolo VI, “Pacis nuntius”, 1964): egli aveva contribuito, infatti, in modo fondamentale e decisivo, alla ricostruzione di territori e soprattutto comunità umane depressi e devastati da una crisi difficile e durissima.
L’Europa è di nuovo in crisi, ancora difficile e per molti durissima. Ma non è da grafici e redditi che bisogna ripartire. Si può ripartire solo creando comunità, ridando senso al vivere associato, attenti ai bisogni non solo materiali, ma spirituali e umani di tutti, non accontentandosi “di vivere in modo mediocre all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale” (Benedetto XVI, Angelus, 10 Luglio 2005), accantonando definitivamente la “cultura dello scarto” e del vuoto e rinnovando se stessi ogni giorno.
“Questo messaggio benedettino” – proclamava Giovanni Paolo II nel Settembre del 1980 durante la visita al Sacro Speco di Subiaco – “non è oggi all’orizzonte del nostro mondo, un richiamo a liberarsi dalla schiavitù del consumismo d’un modo di pensare e di giudicare, di stabilire i nostri programmi e di condurre il nostro stile di vita unicamente in funzione dell’economia? In questi programmi scompaiono i valori umani fondamentali. La dignità della vita è sistematicamente minacciata, la famiglia è minacciata (…) È anche tutto il patrimonio spirituale delle nazioni e delle patrie che è minacciato. Siamo in grado noi di frenare tutto questo? Siamo in grado di ricostruire?”
Ogni mattina le campane dei Monaci benedettini risuonano in tutto il mondo. Ogni mattina ogni uomo vive occasioni di pericolo, soddisfazione, rinuncia e opportunità. In un’Europa in cui è la forza morale quella che viene sempre meno, c’è assoluto bisogno di un’etica pubblica che guidi gli individui, prima nella loro vita interiore e poi collettiva, verso una trasformazione che parta dall’interno di sé e che faccia di nuovo lievitare le società. La coscienza pubblica non si inventa né si eredita: si costruisce, ogni mattina, ad opera di tutti, con i piccoli e grandi comportamenti, determinati dalle singole scelte.
Un programma politico europeo di riforme: questo inventò e applicò più di 1500 anni fa Benedetto da Norcia. Dai suoi valori e dalla sua essenza possiamo sicuramente essere in grado di ricostruire.

(Ringraziamo Federica Mancinelli per la gentile concessione)

Dio viene relegato alle cose che non contano

Cari amici un caloroso saluto; oggi vogliamo raccontarvi un fatto tanto strano quanto triste.
Qualche settimana fa alcuni nostri amici ci avevano segnalato la presenza di una gigantesca statua raffigurante Gesù fuori da un’azienda delle nostre zone specializzata nelle costruzioni in vetroresina, una costruzione immensa, alta quasi 20 metri.
Tra amici nella fede è stato inevitabile gioire nel pensare al coraggio di chi avesse voluto una statua di Gesù così grande: qualcuno ha ipotizzato fosse una dimostrazione di fede dell’azienda stessa cogliendo l’occasione di mostrare anche i suoi prodotti; qualcun’altro si immaginava fosse destinata a qualche comunità religiosa in onore di Cristo.
Anche noi abbiamo viaggiato con la fantasia pensando a come sarebbe bello fare una statua così imponente, posizionarla su un alto monte e con una grande illuminazione per vederla anche di notte!
Ci eravamo ripromessi di andarla a vedere così, una domenica, alcuni di noi si sono diretti sul posto ma quando siamo arrivati la statua non c’era più, probabilmente già consegnata al proprio committente.
Qualche giorno dopo, scorrendo le notizie del giornale sul cellulare, con stupore trovai un articolo con foto correlata che intitolava: “Il monumento del Cristo Redentore di Rio de Janeiro arriva a Napoli”.
La foto raffigurava la grande statua di Gesù in Piazza Dante a Napoli con sotto una grande scritta: Fastweb (famosa azienda nel settore internet e telefonia).
Il pensiero è andato subito alla grande statua di Gesù vista nei giorni precedenti e così chiesi conferma, mostrandola, ai nostri amici che l’avevano vista e dichiararono che era proprio quella.
L’articolo spiegava che Fastweb voleva dimostrare che grazie alla sua grande rete di connessione riusciva a collegare due città molto lontane, mettendo al centro della città partenopea la statua del Cristo Redentore come simbolo molto in “voga” nei ultimi tempi per via dei mondiali di calcio.
Avete capito bene: Lo hanno chiamato ” il simbolo dei mondiali”.
Ci limitiamo a poche considerazioni per poi lasciare spazio alle parole di Gesù dettate a Renato: a noi cristiani vogliono proibire il crocifisso nei luoghi pubblici, nelle scuole, nelle piazze perché definito discriminatorio nei confronti di altre religioni e figura che può turbare, ma in questo caso, grazie al denaro che compra tutto e tutti, nostro Signore viene chiamato simbolo e viene usato per pubblicità! E ancora, quando sarà finita la campagna pubblicitaria, che fine farà questa statua di Gesù?
Meditiamo attentamente cosa disse Gesù il 28 dicembre 1996: “La gravità di quest’ora è unica, dove Dio viene relegato alle cose che non contano, ove tutto insiste contro la Verità, e la menzogna prolifera”