Family day

Il Vangelo di domenica scorsa, dove Gesù dorme nel bel mezzo di una tempesta e i discepoli si vedono la morte in faccia, ci ha fatto riflettere tutti, prima di tutto dal punto di vista personale, con le tempeste della vita quotidiana, dove spesso sembra che Dio stia facendo un lungo e profondo riposo e ci sentiamo impotenti e in balia degli eventi.
Così, come figli della Chiesa, (che è rappresentata perfettamente nella barca in balia della tempesta) non siamo certo tranquilli nel vedere tante divisioni all’interno di essa in argomenti che non dovrebbero nemmeno preoccuparci perchè scritti nella Bibbia, nei Comandamenti e nel Magistero.
E poi ancora, ci troviamo di fronte a mostri ideologici e politici che sembrano imbattibili come quello della teoria del gender o la lotta impari contro i principi non negoziabili, nella quale il contro Dio e contro natura è diventato l’hobby migliore di tante associazioni anti cristiane e così ci sentiamo pochi, impotenti e abbandonati.
Ma poi ecco, Gesù si sveglia e sgrida il vento e dice al mare di tacere, e così ti trovi che in una manifestazione organizzata in poco tempo per difendere i diritti della famiglia naturale e l’educazione dei propri figli, più di un milione di persone, il 20 giugno scorso, si sono unite in piazza San Giovanni a Roma per il Family Day per dire no all’indottrinamento omosessualista che vogliono far passare come normale nelle scuole dei nostri figli e per dire sì all’unica famiglia che può esistere, quella formata da uomo e donna.
Così senti Gesù che ti dice: “Perchè siete così paurosi? Non avete ancora fede?”
No, non abbiamo ancora abbastanza fede. Per questo chiediamo aiuto a Maria, perchè interceda presso Suo Figlio e ci doni una fede più forte, più salda che non si pieghi alla prima tempesta.
Ancora, insieme a Maria, lodiamo e ringraziamo il Signore per la buona riuscita di questa manifestazione che manda un messaggio forte e chiaro a chi ci governa e cioè che non possono fare quello che vogliono e soprattutto non possono sostituirsi a Dio.