Corpus Domini

Il fine settimana appena passato è stato particolarmente denso di spiritualità per il Movimento Mariano e il gruppo giovani. Sabato sera, primo sabato del mese, ci siamo ritrovati al Cenacolo per l’Adorazione Eucaristica guidata dai ragazzi: questa volta, visto il bel clima estivo, abbiamo pensato di organizzare la preghiera nel parco del Cenacolo, sotto il porticato della “Casa della Sacra Famiglia”. Il parco in questo periodo mostra tutta la sua bellezza naturale incorniciato dalla pienezza del verde acceso con la speciale coreografia di simpatiche lucciole che appaiono e scompaiono sulla lavagna nera del buio.
Abbiamo iniziato la preghiera con il Santo Rosario partendo dal Cenacolo e, processionalmente, con dei lumini, ci siamo diretti verso la casa della Santa Famiglia,  meditando i Misteri della Gioia.
Finito il Santo Rosario è stato esposto all’Adorazione sull’altare sotto il porticato il Santissimo Sacramento e, con un’adorazione spontanea, abbiamo affidato a Gesù tutte le nostre intenzioni. In lontananza si sentivano i rumori delle discoteche all’aperto con gli schiamazzi dei giovani: abbiamo pregato anche per loro, per tutti quei giovani che non conoscono ancora la Grazia di stare insieme a Gesù.
Domenica pomeriggio, solennità del Corpus Domini, c’è stata la Santa Messa al Cenacolo celebrata dal sempre “frizzante” don Lieto seguita dalla bellissima processione con l’Eucaristia. La particolarità di questa Messa e della processione é la massima cura nei particolari liturgici della tradizione cristiana che oggi purtroppo qualche sacerdote vuole dimenticare.
La processione si è incamminata per le vie del parco in un clima di grande devozione con canti e preghiere e con i bambini che spargevano petali di rose davanti il Santissimo Sacramento.
Una cosa particolare, saltata all’occhio a chi aveva già partecipato alla Santa Messa di questa domenica, è stata la lettura completa della sequenza del Corpus Domini scritta da San Tommaso d’Aquino.
Nella Liturgia domenicale in tutte le chiese sono stati letti solo gli ultimi quattro versetti (probabilmente per una questione di tempi) ma, se letta per intero, queste parole ci possono veramente illuminare sulla sacralità del Mistero Eucaristico: essa, infatti, evidenzia anche quanti sacrilegi possono venir compiuti dai fedeli e anche da alcuni sacerdoti al Santissimo Sacramento per un rapporto superficiale.
Ve la riproponiamo qui di seguito per meditarla ancora:

[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
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