Annunciazione a Maria

Nell’incontro mensile con Don Gino Oliosi da parte del gruppo giovani, si è svolta un importante catechesi i cui argomenti principali sono stati tre. L’annunciazione di Maria, che cade il 25 marzo, l’annunciazione a San Giuseppe, il 19 marzo che un tempo era festa di precetto e il 30° anniversario delle apparizioni della Madonna a San Martino di Schio.

Come ci racconta il Vangelo, Maria ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele che la saluta dicendole, “Salve graziosa”; noi nella preghiera alla Madonna diciamo semplicemente: “Ave”, ma il significato originale era questo. Quel graziosa non è un complimento alla bellezza esteriore ma a quella dell’animo umile della Madonna che – ricordiamo – all’epoca aveva solo sedici anni ed era già promessa sposa di Giuseppe. Maria si stupisce ancora di più del modo con cui prosegue l’Angelo dicendole: “piena di Grazia”, un saluto che non era mai stato fatto a nessuno prima di quel momento nella Bibbia. Tuttavia non è solo questo che turba il suo animo; infatti, appresa la notizia che avrebbe avuto un figlio, chiede come fosse possibile e dice: “non conosco uomo”. L’angelo la rassicura dicendo che lo Spirito Santo sarebbe intervenuto e le dà la prova riferendole che anche Elisabetta, sua cugina, era incinta di sei mesi anche se era da tutti considerata sterile.  Questa introduzione che in molti conoscono è però fondamentale per capire l’annunciazione di Giuseppe. Molti, sbagliando, credono che Giuseppe volesse ripudiare in segreto Maria perché incinta ma non è così. Dopo essere andata a trovare la cugina Elisabetta, Maria torna a casa, incontra Giuseppe e gli spiega quello che le era successo. Giuseppe viene definito dalla Bibbia come “uomo giusto” – quindi vicino a Dio – e quando sente quanto accaduto crede ciecamente a quanto lei gli aveva raccontato, ma subentrò un altro pensiero nel suo cuore ossia il timore di non essere all’altezza, il timore di non c’entrare nulla in questo disegno grandioso di Dio, lui che era sì un discendente di Davide ma, comunque, un povero falegname.

Quella notte in sogno gli apparve l’Angelo e lo consolò, dicendogli di non temere di prendere Maria come sua sposa; questo stava a significare che Giuseppe era stato scelto fin dall’inizio dei tempi. Non dobbiamo fraintendere il sogno di Giuseppe con l’interpretazione dei sogni che fa oggigiorno ogni sorta di mago più o meno legato al satanismo. Giuseppe era un uomo legato a Dio e sapeva benissimo capire la differenza tra un sogno e un messaggio nel sonno da parte del Signore.

Non bisogna mai dimenticare quindi l’ importanza di San Giuseppe nella storia della salvezza: lui, patrono della Chiesa, è l’uomo a cui Dio ha affidato Sè stesso incarnato in un bambino e la stessa Maria sua Regina e Madre.

Non è un caso, quindi, che Maria Regina dell’Amore abbia scelto proprio il 25 marzo come prima apparizione nel santi luoghi di San Martino; questa volta è stata Lei a portare l’annuncio di Dio per il mondo, un annuncio di un periodo di Grazia per quelle anime che desiderano la salvezza in Cristo, in attesa della sua venuta.