25 Marzo 1985 – 2015

Mercoledì scorso si è celebrato il trentesimo anniversario della prima apparizione della Regina dell’Amore a Renato nella chiesetta di S. Martino e per tutte le persone vicine al Movimento Mariano è stata una giornata molto particolare, visto che questa data ha cambiato la vita di molti.
La giornata è cominciata alle 8:30 con il rosario davanti all’antica chiesetta che purtroppo è rimasta chiusa; alle 11:00 al tendone verde il saluto del presidente Gino Marta e di seguito la Santa Messa concelebrata da sette Sacerdoti; dopo la pausa pranzo è stato esposto all’adorazione dei fedeli il Santissimo Sacramento presso la casa della Sacra Famiglia nel parco e alle 15 la prima Via Crucis (la seconda alle 21) al Monte di Cristo con al termine l’intervento di Mirco Agerde.
Sì, una giornata speciale che il Cielo ha voluto farci passare sotto l’acqua battente forse in segno di una più profonda purificazione quaresimale. Una giornata piena di ricordi e di racconti anche guardando le foto della bella mostra fotografica. Sì, una giornata speciale dove si sentiva la presenza di Maria e Renato che abbiamo ringraziato con tutto il cuore per quanto bene ci hanno dato.
Ma questa giornata non è stata vissuta solo di ricordi: questa giornata è servita a fermarci un attimo e guardarci negli occhi, forse anche a contarci per ripartire insieme, da questo bel traguardo, più carichi di prima e riprendere fiduciosi la buona battaglia a cui ci ha chiamato la Regina dell’Amore per dare il nostro contributo al compimento del trionfo del Suo Cuore Immacolato.
Dice Maria il 25 marzo 1998:
“Benediciamo il Padre. Figli miei, vi accolgo tutti in un abbraccio materno. Sono io il dono di Dio agli uomini di fede. Io mi donerò tutta a queste anime di buona volontà: le investirò della stessa potenza d’amore che è in me. Siatemi vicini e mi consolerete, poiché il mio Cuore sta reggendo tutto il peso della perversità degli uomini che perseguitano Dio. Figli cari, preparatevi con la Chiesa a vivere un grande evento, il Giubileo della riconciliazione tra Dio e gli uomini e degli uomini tra di loro e vivrete in un mondo rinnovato dallo Spirito Santo in un nuovo millennio. Grazie della gioia che mi avete dato. Grazie della vostra presenza. Vi benedico tutti.”

Come il chicco di grano

In questo fine settimana, che ci ha introdotti nel triduo di preghiera in preparazione del trentesimo anniversario dalla prima Apparizione di Maria a Renato, ci siamo ritrovati in sala San Benedetto dove ci aspettava Mirco Agerde per l’incontro “Giovani in cammino”.
Anche in questa occasione Mirco ha voluto farci notare l’importanza del Vangelo del giorno, quinta domenica di Quaresima, dove alcuni greci cercano Gesù per poterlo vedere e Gesù parla loro del chicco di grano che deve morire per dar frutto e che chi ama la propria vita la perderà [….] Gv 12,20-33
Tutti vogliamo vedere Gesù, vorremmo sentirlo più vicino, vorremmo fargli un sacco di domande, soprattutto noi giovani con tutte le nostre incertezze e i nostri dubbi sulla strada da scegliere nella nostra vita….
Per riuscire in questo dobbiamo comprendere cosa succede al chicco di grano che deve morire a se stesso per dare frutto, dobbiamo cercare di mettere da parte il nostro ego, il nostro io per potere lasciare spazio a Gesù; quando mettiamo al centro i nostri interessi questi si mettono in mezzo tra noi e Dio.
Un’altra cosa importante che oggi è veramente difficile da mettere in pratica, è cercare di fare silenzio intorno a noi per far spazio a Dio. Nella vita moderna in cui viviamo siamo sommersi da continui rumori (tv, radio, cellulari…), sembra quasi che il silenzio faccia paura; e se anche si riesce a ritagliare delle pause di silenzio, in quei momenti nella nostra testa cominciano a passare una moltitudine di pensieri di ogni genere che ci fanno perdere la concentrazione dal reale motivo per cui cerchiamo il silenzio.
La Scrittura ci insegna che Dio non viene nei fragori ma nel silenzio di una brezza leggera, quindi dobbiamo imparare ad impegnarci per cercare questo silenzio, dobbiamo chiedere con fervore la Grazia del silenzio dentro la nostra anima.
Ancora, come il chicco di grano deve morire per dare frutto, così anche noi dobbiamo morire a noi stessi e non essere egoisti, dobbiamo donarci al prossimo per dare frutto.
Se saremo capaci di mettere in pratica il comandamento dell’amore vicendevole insegnatoci da Gesù nell’Ultima Cena (anche verso chi non lo ricambia), diventeremo un segno che attrae gli altri verso il Signore e nascerà il frutto della conversione nei fratelli che incontreremo: ecco perché Gesù ci esorta ad amare meno la nostra vita per guadagnare il Regno dei Cieli.
Dice Maria il 25 dicembre del 2002:
“Benediciamo in eterno il Padre. Figli miei, da secoli c’è in mezzo a voi, nel mondo, Uno che ancora non tutti conoscono: Gesù, che io vi ho portato, è la ricchezza che ha raggiunto tutti gli uomini di buona volontà affinchè la terra non fosse più deserta ma vi abitasse la pienezza della Grazia. Ancora io vengo in mezzo a voi per aiutarvi a riconoscerLo, per aprire i vostri occhi affinchè Lo possiate vedere, affinchè piena sia la vostra testimonianza.”

Annunciazione a Maria

Nell’incontro mensile con Don Gino Oliosi da parte del gruppo giovani, si è svolta un importante catechesi i cui argomenti principali sono stati tre. L’annunciazione di Maria, che cade il 25 marzo, l’annunciazione a San Giuseppe, il 19 marzo che un tempo era festa di precetto e il 30° anniversario delle apparizioni della Madonna a San Martino di Schio.

Come ci racconta il Vangelo, Maria ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele che la saluta dicendole, “Salve graziosa”; noi nella preghiera alla Madonna diciamo semplicemente: “Ave”, ma il significato originale era questo. Quel graziosa non è un complimento alla bellezza esteriore ma a quella dell’animo umile della Madonna che – ricordiamo – all’epoca aveva solo sedici anni ed era già promessa sposa di Giuseppe. Maria si stupisce ancora di più del modo con cui prosegue l’Angelo dicendole: “piena di Grazia”, un saluto che non era mai stato fatto a nessuno prima di quel momento nella Bibbia. Tuttavia non è solo questo che turba il suo animo; infatti, appresa la notizia che avrebbe avuto un figlio, chiede come fosse possibile e dice: “non conosco uomo”. L’angelo la rassicura dicendo che lo Spirito Santo sarebbe intervenuto e le dà la prova riferendole che anche Elisabetta, sua cugina, era incinta di sei mesi anche se era da tutti considerata sterile.  Questa introduzione che in molti conoscono è però fondamentale per capire l’annunciazione di Giuseppe. Molti, sbagliando, credono che Giuseppe volesse ripudiare in segreto Maria perché incinta ma non è così. Dopo essere andata a trovare la cugina Elisabetta, Maria torna a casa, incontra Giuseppe e gli spiega quello che le era successo. Giuseppe viene definito dalla Bibbia come “uomo giusto” – quindi vicino a Dio – e quando sente quanto accaduto crede ciecamente a quanto lei gli aveva raccontato, ma subentrò un altro pensiero nel suo cuore ossia il timore di non essere all’altezza, il timore di non c’entrare nulla in questo disegno grandioso di Dio, lui che era sì un discendente di Davide ma, comunque, un povero falegname.

Quella notte in sogno gli apparve l’Angelo e lo consolò, dicendogli di non temere di prendere Maria come sua sposa; questo stava a significare che Giuseppe era stato scelto fin dall’inizio dei tempi. Non dobbiamo fraintendere il sogno di Giuseppe con l’interpretazione dei sogni che fa oggigiorno ogni sorta di mago più o meno legato al satanismo. Giuseppe era un uomo legato a Dio e sapeva benissimo capire la differenza tra un sogno e un messaggio nel sonno da parte del Signore.

Non bisogna mai dimenticare quindi l’ importanza di San Giuseppe nella storia della salvezza: lui, patrono della Chiesa, è l’uomo a cui Dio ha affidato Sè stesso incarnato in un bambino e la stessa Maria sua Regina e Madre.

Non è un caso, quindi, che Maria Regina dell’Amore abbia scelto proprio il 25 marzo come prima apparizione nel santi luoghi di San Martino; questa volta è stata Lei a portare l’annuncio di Dio per il mondo, un annuncio di un periodo di Grazia per quelle anime che desiderano la salvezza in Cristo, in attesa della sua venuta.

Trasmettete l’amore di Gesù con amore

Sabato scorso, primo sabato del mese ci siamo ritrovati al Cenacolo per guidare la consueta Adorazione Eucaristica.
Nel tempo quaresimale che stiamo vivendo, abbiamo pensato di iniziare la preghiera con le parole di papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima 2015: ve le riproponiamo qui di seguito.
“Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.”
Queste parole ci devono far riflettere su quale sia il nostro rapporto con il prossimo e vediamo quale somiglianza ci sia con i tanti richiami che la Regina dell’Amore ci ha fatto in questi anni.
Disse Maria il 6 febbraio 1987:
“Benediciamo il Padre. Figli miei, trasmettete l’amore di Gesù con amore. Rimanete vicini ai più bisognosi di amore e riceverete anche voi amore. Vi invito ad adoperarvi affinché sia più degno il vivere degli abbandonati, degli anziani. Arricchite voi i loro spiriti, portando gioia e amore, donandovi a loro; ecco l’opera di Maria: con voi per aprire i cieli in terra e nei cieli. Amore, figli miei, Gesù rimarrà con voi nell’amore. Sia benedetta la vostra opera fondata nell’amore. Vi benedico.”

“Diritto all’aborto” promosso dall’Europa

Lo scorso 10 gennaio del 2013 il Parlamento Europeo ha respinto la cosiddetta “Relazione Estrela” sui diritti sessuali e riproduttivi. Invece, i parlamentari hanno approvato una risoluzione per riaffermare il principio di sussidiarietà che disciplina l`Unione Europea:

L`elaborazione e l`implementazione di politiche per la salute sessuale e riproduttiva e l`educazione sessuale nelle scuole sono di competenza degli Stati membri.

 Il messaggio era chiaro: l`Unione Europea non è in grado di prendere decisioni in materia di aborto o di educazione sessuale nelle scuole; ma si tratta di competenze nazionali che, in nessun modo, devono essere risolte a Bruxelles.

Firma la petizione

Sia Adorato nella Sua viva presenza!

Questo fine settimana è stato molto intenso per noi del gruppo giovani e per la nostra corale perché siamo stati invitati a partecipare a due incontri diocesani.
Il primo incontro si è svolto sabato pomeriggio presso la chiesa di San Pietro a Trento ed è stato promosso dal coordinamento “Famiglie trentine”; lì il Vescovo di Trento, Monsignor Luigi Bressan, ha celebrato la Santa Messa e poi ha continuato la preghiera con l’esposizione del Santissimo. Il tema dell’Adorazione è stato la famiglia, in tutte le sue realtà di vita ed è stata guidata da don Matteo Graziola con i canti della nostra corale Regina dell’Amore. Durante l’Adorazione alcune coppie di sposi con i propri figli hanno recitato il Santo Rosario ai piedi del Santissimo deponendo, davanti Gesù Esposto, ad ogni decina, dei stupendi girasoli.
Domenica pomeriggio ci siamo spostati a Padova nella parrocchia di Santa Giustina in Colle dove l’incontro è iniziato alle 16 sempre con l’esposizione del Santissimo e con il Santo Rosario recitato dai nostri giovani e con i canti della corale; di seguito Mirco ha proposto una catechesi sull’Adorazione Eucaristica per comprenderne meglio il significato e poi due giovani hanno dato testimonianza sulla loro esperienza personale in relazione all’Adorazione Eucaristica.
A seguire c’è stata la processione eucaristica, dalla chiesa per le vie del paese, pregando e venerando il Santissimo Sacramento; l’incontro di preghiera si è poi concluso con la solenne Santa Messa celebrata da un frate francescano del luogo che sostituiva il Parroco ammalato.
Ringraziamo con tutto il cuore il Cielo che ci ha concesso queste giornate di grazia!

Dice Maria l’8 novembre 1986: “Padre, Ti preghiamo e Ti adoriamo. Sono, ancora io, che ti chiama, che vi chiama tutti perché vi ho chiesto di essere testimoni dei miei richiami, dei miei inviti. Io chiedo a voi di essere la forza del rinnovamento nella Chiesa di Gesù, perché Gesù non sia solo un simbolo nella Chiesa ma sia adorato nella sua viva presenza. Voi già siete con Lui ma vi chiedo, figli, di aiutare tutti a rientrare nella realtà della fede. Gesù da troppi è dimenticato, da troppi viene allontanato. Voi avvicinate tutti a Lui che vi sta aspettando con tutti.”